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Il Capitolare di Quierzy e il declino dell'autorità regia

Il Capitolare - legge emanata da un re o imperatore Franco - di Quierzy è un testo promulgato nel 877 da Carlo il Calvo precedentemente alla spedizione in Italia contro i Saraceni.

Il Capitolare di Quierzy e il declino dell'autorità regia
View on the Tiber - Thomas Cole, 1842
Die XX Mensis Februarii, A.D. MMXXVI
Società Medievale Secolo X-XI

Il Capitolare - legge emanata da un re o imperatore Franco - di Quierzy è un testo promulgato nel 877 da Carlo il Calvo precedentemente alla spedizione in Italia contro i Saraceni. Rappresenta una fonte normativa cruciale per il passaggio dal sistema carolingio di governo a un assetto feudale consolidato. Nonostante spesso venga erroneamente inteso come il testo che definisce il feudalesimo, il Capitolare di Quierzy è fondamentale per riconoscere giuridicamente la prassi, già diffusa, di ereditare i feudi.

Nel sistema feudale carolingio, il feudo (dal francone antico fehu - beni mobili, averi, possesso di bestiame) o beneficium indica una concessione revocabile di poteri su un territorio o un bene da parte di una [[La classe sociale medievale|carica nobiliare]], originariamente un sovrano, a una carica di rango sociale inferiore. È importante sottolineare la parola revocabile: il sovrano mantiene il diritto di riassegnare il beneficio garantito precedentemente alla morte del vassallo. Con il Capitolare di Quierzy si stabilisce invece che, qualora un conte o grande vassallo (grande feudatario o feudatario maggiore) morisse durante l’assenza del re, i suoi eredi conservano temporaneamente il feudo in attesa della conferma regia. Con questa mossa Carlo intendeva assicurare a livello giuridico la continuità del titolo beneficiario ai signori che avessero preso parte alla spedizione, in quanto era già prassi comune non normata che i grandi feudi venissero amministrati dai figli del vassallo e successivamente il re, al ritorno dalla guerra, ne confermasse il beneficio.

Questa norma identifica alcune conseguenti modifiche strutturali al sistema feudale che si rafforzano nel corso degli anni. Non sono effetti immediati del capitolare, ma conseguenze di un cambiamento lungo e complesso. In particolare:

  1. riduzione del potere del sovrano di ridistribuire liberamente i feudi;
  2. maggiore continuità dinastica e diretto rafforzamento delle famiglie feudatarie;
  3. trasformazione del feudo da possesso personale a patrimonio familiare.

Il Capitolare di Quierzy stabilisce una tendenza per il quale, nel lungo periodo, la fedeltà personale al sovrano viene sostituita da un potere territoriale autonomo esercitato con continuità. I grandi feudatari cessano di essere funzionari revocabili e diventano signori locali stabilmente insediati, in grado di esercitare potere giuridico, fiscale e militare in modo indipendente, nonostante il vassallaggio. I vassalli sono diretti responsabili del feudo e, in quanto tali, hanno tutti i vantaggi nel migliorare e proteggere qualcosa che non solo amministrano, ma è ora una proprietà della famiglia, un bene proprio. Sotto questo punto di vista il Capitolare di Quierzy rappresenta il raccordo, giuridicamente valido, per rafforzare un nuovo sistema feudale già in mutamento. Segna il passaggio da un impero fondato su uffici delegati a un’Europa dominata da poteri feudali ereditari, con un potere sempre più decentralizzato.

La storiografia individua nel Capitolare di Quierzy uno snodo essenziale del processo di evoluzione feudale, insieme ad altre fonti carolingie come il Capitolare di Meerssen e la prassi delle immunità ecclesiastiche. Non si tratta di una caduta verticale dell’autorità regia, ma di un lento declino. Il re resta formalmente sovrano, ma il potere effettivo si frammenta a favore della nobiltà territoriale. Le tre maggiori letture storiografiche classicHe sono descritte da:

  • Marc Bloch (La società feudale) - interpreta legge Quierzy come uno dei passaggi chiave nella trasformazione del potere pubblico in potere privato, sottolineando la lunga durata del fenomeno.
  • François-Louis Ganshof - enfatizza gli aspetti giuridico-istituzionali del feudalesimo, vedendo in Quierzy un momento importante nella definizione del rapporto vassallatico-feudale.
  • Susan Reynolds - ridimensiona l’idea di un feudalesimo unitario, sottolineando come testi come Quierzy riflettano pratiche locali e contingenti più che un sistema coerente e universale.

Un ruolo fondamentale, parallelo e in parte precedente al Capitolare di Quierzy, è svolto dalle cosiddette immunità ecclesiastiche. A partire dall’età merovingia e soprattutto carolingia, re e imperatori concedono a vescovi e abbazie l’esenzione dall’intervento dei funzionari pubblici all’interno dei loro territori. Queste immunità trasferiscono di fatto funzioni pubbliche di giustizia, riscossione fiscale e controllo militare a soggetti non direttamente revocabili dal sovrano. Si ha così una profonda trasformazione degli enti ecclesiastici, che diventano dei veri e propri signori territoriali, analoghi se non più potenti dei corrispettivi laici.

Mentre il Capitolare di Quierzy rafforza la trasmissione ereditaria dei feudi laici, le immunità ecclesiastiche formano un’autonomia ecclesiastica esercitante un potere altrettanto solido. In entrambi i casi, il risultato è una progressiva erosione del potere centrale e una moltiplicazione di centri di autorità locale. Questo è il contesto originario che molti secoli dopo porterà alla [[Medioevo - Linea del tempo|lotta per le investiture]].

Per quanto riguarda il Capitolare di Meersen, promulgato nel 847 sempre da Carlo il Calvo, si tratta di un testo normativo contenente un invito, rivolto agli uomini liberi, di scegliere tra i vassalli del re o tra i signori influenti sul territorio un capo garante della loro protezione. Inizialmente emanata per smilitarizzare le classi sociali più basse, la norma ebbe come risultato quello di rafforzare la già crescente influenza dei grandi feudatari che potevano contare su un maggiore potere militare e una maggiore influenza sulle classi cosiddette di valvassori o valvassini. Questo tipo di rapporto diretto tra vassalli e le classi sociali più basse permise di rafforzare un rapporto di potere territoriale alla base di un nuovo sistema feudale, danneggiando sempre di più l’influenza regale.

Il passo successivo al Capitolare di Quierzy è rappresentato dall’Edictum de beneficiis (Edictum de beneficiis militum Regni Italici) o successivamente Constitutio de feudis, emanato dall’Imperatore Corrado II il Salico nel 1037, durante l’assedio di Milano. L’editto, redatto sotto la pressione dei vassalli italiani, sanciva il diritto di successione feudale per i feudi minori, estendendo i diritti assegnati ai grandi feudatari dal Capitolare di Queirzy anche a tutta quella sfera di valvassori o piccoli feudatari al servizio di conti e duchi.

Fin.
Die XX mensis Februarii ad MMXXVI,
Ducatus Mediolani
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Predicatore boemo, noto per l'intenzione di voler riformare la chiesa in un'istituzione più sobria e meno corrotta, più vicina agli insegnamenti del vangelo. La sua critica è considerata pericolosa dal clero di Roma, oltre che

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